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Visione artificiale e visione umana

Sembrerebbe naturale paragonare le prestazioni di un sistema di visione industriale con il sistema di percezione visiva umano, tuttavia tale confronto deve essere svolto con estrema cautela: essi si differenziano sotto molti e importanti aspetti, al punto che è più corretto assumere che l’unica vera parentela è costituita dalla sorgente di informazioni, vale a dire le immagini.
La principale differenza è insita nell’elaborazione dell’informazione: il cervello umano possiede una struttura di tipo neurale parallelo, molto più efficiente e robusta di un sistema di elaborazione di immagini artificiali basato sull’utilizzo di microprocessori digitali. Senza entrare in dettagli tecnici, si pensi solo alla possibilità degli esseri umani di imparare e affinare l’analisi grazie all’esperienza acquisita.
Una seconda differenza è costituita dal fatto che il sistema di percezione visiva umano utilizza due occhi e ha quindi a disposizione una visione più ampia e tridimensionale della scena rispetto a quanto è in grado di fare una comune telecamera.
Da ultimo va sottolineato che le comuni telecamere implementano sistemi di visione statici, cioè privi di qualsiasi possibilità di movimento relativo tra telecamere e scena. Al contrario un essere umano possiede un sistema di visione attivo, che realizza ogni volta che si muove o muove un oggetto che ha fra le mani per poterlo “guardare meglio”. Le telecamere presentano tuttavia alcuni innegabili vantaggi rispetto agli occhi: possono “vedere” sia nell’infrarosso che nell’ultravioletto, oltre a possedere una maggiore sensibilità e una migliore risoluzione. Comunque sia, tali vantaggi sono legati unicamente alle caratteristiche dell’immagine di partenza, quindi non contraddicono le affermazioni sopra riportate.
(Alessandro Basso e Remo Sala)

 

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